A CERTE DONNE L’ANIENE PER SOLI UOMINI STA BENISSIMO

Questo non è un circolo per donne, ce l’ha spiegato piuttosto bene e con dovizia di particolari nel corso di questa settimana “Repubblica”. Il Circolo Aniene, fondato nel lontano 1892, è aperto ai soli uomini. I soci effettivi sono solo di genere maschile e le donne sono ammesse solo per meriti sportivi e previo parere positivo da parte dei soci. È un circolo chiuso, come tanti. Esistono circoli per sole donne? Sì, esistono e nessuno si è stracciato le vesti. Se mi chiedete cosa ne pensi non ho dubbio alcuno a dire che nel 2022 tutto questo mi sembra semplicemente anacronistico, però è altrettanto vero che ognuno, a casa propria, fa quello che meglio pensa e crede. E visto che il Circolo in questione è una “questione privata”, contenti loro contenti tutti.

Fa specie se mai che a sollevare il problema sia un importante quotidiano nazionale e non una donna che ne abbia sentito l’esigenza. Ad esempio: se Joseffa Idem (dal 28 aprile 2013 al 24 giugno 2013 è stata Ministro delle pari opportunità, dello sport e delle politiche giovanili nel governo Letta), che ne fa parte e dovrebbe avere anche una sensibilità politica diversa, non si è sentita mai in dovere di sollevare il problema, mi colpisce molto di più.

In materia si è mossa la politica. Il Circolo è finito nel mirino di trenta parlamentari dell’intergruppo donne per i diritti e le pari opportunità alla Camera, che ha depositato un’interrogazione al premier Mario Draghi e al Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti sul “caso”. A guidare l’iniziativa l’ex Presidente della Camera, Laura Boldrini.

Come riportato dall’Ansa, l’interrogazione chiede “quali iniziative urgenti si intendano adottare per promuovere le pari opportunità in tutti i circoli affiliati alle Federazioni sportive nazionali e quali azioni” si vogliano “intraprendere, nell’ambito delle proprie prerogative, affinché vengano superate situazioni discriminatorie e del tutto anacronistiche”.

Il circolo Canottieri Aniene, frequentato da sportivi e uomini d’affari, ha al suo interno campi da tennis, palestre, piscine, campi di calcio, e molto altro ancora. Nello statuto, si legge che “i soci effettivi sono le persone di sesso maschile che hanno compiuto i diciotto anni”. Ci sono poi i soci benemeriti, i soci seniores, i soci senatori e altri ancora, ma solo i “soci per meriti sportivi” possono essere donne. Come la tennista Flavia Pennetta, la campionessa di nuoto Federica Pellegrini, Josefa Idem, campionessa della canoa, Caterina Banti, medaglia d’oro nella vela a Tokyo, e Simona Quadarella, bronzo olimpico nel nuoto.

«Io faccio parte del circolo Aniene per meriti sportivi, quindi non è vero che è vietato alle donne. Penso di essere la prima donna entrata al circolo nel 2007. Per meriti sportivi o per meriti speciali una donna può entrare», ha spiegato Federica Pellegrini.

«Conosco molto bene l’Aniene e quel che ha fatto per lo sport femminile è sotto gli occhi di tutti. Guardare a questo particolare dei soci significa non interpretare i fatti. Poi ci sono dinamiche statutarie, logistiche, di spazi, ma nessuna volontà di preclusione, lo dice la nostra storia», ha replicato a sua volta il presidente del Coni Giovanni Malagò, presidente onorario del Circolo.

Le domande, in ogni caso, sono due: perché le donne non hanno mai denunciato questa discriminazione? Forse perché non la ritengono tale. E ancora una: perché un circolo di sole donne è considerato una conquista, un laboratorio di idee, e uno di soli uomini è da considerare medievale?

Io sono per i circoli aperti, per la commistione tra i sessi, per l’essere umano che si incontra, però qualcuno chieda a Joseffa Idem se si mai è sentita discriminata e offesa. La sua risposta, da donna di pari opportunità, ha un valore profondo. Intanto ci sono le azioni: lei è sempre lì, all’Aniene, come socia benemerita, e non se n’è mai vergognata.

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