LA SOLIDARIETA’ PELOSA

di ARIO GERVASUTTI – Monsieur Macron farà giungere all’Italia un milione di mascherine: «Un segno di solidarietà», dice. Lo ringraziamo doverosamente, anche perché si tratta di un passo avanti. Ho però forti dubbi che sia sincero. È una mossa frutto dello stesso calcolo (sbagliato) che quindici giorni fa lo aveva portato ad allinearsi a tedeschi, austriaci, slovacchi e sloveni per far passare il concetto che l’Italia e solo l’Italia è il luogo infetto, probabilmente per colpa dei soliti italiani.

Un calcolo che continua ancora, con Paesi che solidarizzano (a parole) con l’Italia solo per continuare a far passare il messaggio che il problema siamo noi. Spiacente, monsieur Macron: non le credo. E non credo ai suoi colleghi che fino a dieci giorni fa ci davano degli untori e guai a parlare di risorse economiche straordinarie per far fronte alla guerra. E oggi, che la guerra ce l’hanno in casa come era inevitabile e facilissimo da prevedere, improvvisamente aprono i cordoni della borsa comunitari.

Vorrei che mi spiegassero una cosa: se il problema è italiano e non è tedesco, come mai la signora Merkel ha messo in campo 500 miliardi senza ovviamente chiedere il permesso a nessuno, mentre l’Italia ha ottenuto da lorsignori la possibilità di spendere a spizzichi e bocconi un ventesimo di quella cifra? I casi sono due: o non è vero che il problema è italiano, oppure il problema è soprattutto tedesco (e francese, inglese, spagnolo, eccetera). E personalmente voto per la seconda ipotesi.

Non è bello scommettere sulle disgrazie, ma temo che potrei andare sul sicuro nell’affermare che tra dieci giorni la situazione oltreconfine sarà peggiore di quella attuale in Italia. Perché si sono mossi tardi e male.

Noi abbiamo avuto 500 dementi che si sono fiondati a prendere un po’ di treni da Milano al Sud, mentre ieri a Parigi si sono viste masse oceaniche trasformarsi in bombe di contagio nelle stazioni e nei supermercati. Perciò ho paura che siamo noi italiani a dover dare solidarietà a francesi e tedeschi e inglesi e spagnoli per ciò che gli sta per arrivare addosso anche a causa della loro incoscienza e supponenza. Una solidarietà gratuita, peraltro: e senza neanche doppi fini.

 

 

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