SGARBI FUORI DAL VASO

di JOHNNY RONCALLI – Sottovoce, con pacatezza, con il ragionevole senso del dubbio che tutti gli riconosciamo, Vittorio Sgarbi ci dice che non è vero niente. Gli esperti, i medici interpellati sono di parte. Tutti incompetenti, trattasi di influenza o poco più. Assurdo sprofondare il Paese, da nord a sud, nel panico.

Io mi fido di Sgarbi, perché lui ha ragione. Sempre. E avere ragione è la sola cosa che conta. Abbiamo bisogno di uno che abbia ragione e che ci guidi verso la vittoria. Poco importa, ancor più nei momenti di apparente incertezza, che avere ragione non porti necessariamente alla ragione, è uno sporco lavoro e qualcuno lo deve pur fare.

Lo aspetto con una certa trepidazione, arriverà, ne sono certo, un bel tomo patinato dedicato all’iconografia delle pestilenze nel medioevo, o nei secoli successivi. In questo modo si rimettono a posto le cose, flagelli, pestilenze, epidemie, tutta roba abolita il secolo scorso. Per decreto tra l’altro, se non ricordo male.

Ora vado, corro a chiamare mia sorella infermiera per dirle che è scattato il contrordine, può tranquillamente interrompere il suo turno da quindici ore. A breve arriverà la delibera che invita a svuotare le terapie intensive e io posso tornare al bar a giocare al flipper, con gli amici che fanno il tifo tutt’intorno.

Grazie Vittorio, condottiero impavido. Avere ragione innanzitutto, sempre.

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